Schubert – Messa in La Bemolle D678

La produzione di Schubert consta di sei messe per coro ed orchestra, le prime quattro di proporzioni ridotte e le ultime due, appartenenti al periodo più maturo della vita dell’artista, di respiro più ampio.

La messa n° 5 fu composta nel 1819 e richiese tre anni di lavoro. Infatti Schubert sperava che la composizione di quest’opera gli fruttasse un incarico come Maestro di Cappella alle dipendenze dell’Imperatore. Purtroppo per lui questo non avvenne, anzi probabilmente la messa non venne eseguita con l’autore in vita e per la pubblicazione bisognò attendere fino al 1875. Un esame della partitura non può che giustificare il mancato ingresso dell’opera alla Cappella Imperiale, quella consacrazione da cui Schubert si attendeva l’attestato di professionista. Rispetto alle convenzioni della musica sacra austriaca, a cavallo del secolo, la Messa in la bemolle maggiore è fin troppo libera, è rispettata la forma esteriore della messa tardo barocca, con la fuga d’obbligo a conclusione del Gloria, l’eloquenza antifonale del dialogo fra coro e solisti, la piacevolezza dell’impostazione melodica. Ma, al di là delle apparenze, tutto è rivoluzione, soggettivismo accentuato e quindi rivoluzione romantica.

Al posto della imperturbabile solennità e compunzione della messa haydniana, Schubert parla in prima persona. Non la chiesa ufficiale ma l’uomo Franz Schubert col suo piccolo passato di fronte all’eterno. Un artista pronto a trasporre ogni stimolo culturale, ogni lascito storico, in esperienza individuale.

L’organico prevede archi, flauto, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, due trombe, tre tromboni, timpani e organo per un totale di circa 43 orchestrali. I solisti non sono impegnati in arie solistiche ma fungono sempre da concertino rispetto al coro.

L’opera sarà proposta, in prima esecuzione, nella Cattedrale di San Nicola di Sassari il 9 giugno 2018 alle ore 20:30. Le parti solistiche sono affidate al Soprano Maria Ladu, al Mezzosoprano Lara Rotili, al Tenore Marco Puggioni ed al Basso Francesco Solinas.
La parte orchestrale è affidata all’Orchestra Enarmonia.
Dirige il Maestro Luca Sirigu

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